Lo scopo della validazione è quello di evitare la generazione di incongruenze tra i dati. Ad esempio, se provi a eliminare un cliente a
cui sono state emesse fatture, queste rimarrebbero senza intestatario, quindi l'operazione non viene permessa. Il cliente è infatti un dato
obbligatorio in fase di compilazione ma la sua rimozione genererebbe fatture incomplete, creando anomalie nei dati.
In questi casi la decisione spetta all'utente. Se l'oggetto deve rimanere nell'applicazione perché utilizzato in altri contesti,
si accetta il blocco sapendo di aver evitato la rimozione di dati importanti. Se invece l'oggetto va eliminato, è sufficiente
aprire le schede indicate, individuare gli elementi che bloccano l'operazione e rimuovere i riferimenti. Solo allora, ripetendo la
procedura, l'oggetto verrà spostato nel cestino.
Se un oggetto, come un tipo di pagamento usato in passato, non serve più, non può essere rimosso ma può essere reso obsoleto.
Gli oggetti obsoleti restano nelle loro schede, evidenziati in rosso, ma non compaiono più nelle liste di selezione. Ad esempio, quando si
compila una fattura, i tipi di pagamento obsoleti non sono più disponibili per la ricerca o l'inserimento ma se andiamo nella scheda Tipi di Pagamento
troveremo ancora il tipo di pagamento obsoleto, in coda alla lista, evidenziato in rosso.
Gli oggetti rimossi finiscono in una scheda dedicata che rappresenta il cestino. Restano lì
finché non vengono eliminati definitivamente: solo allora sono distrutti e non più recuperabili. Finché rimangono nel cestino possono essere sempre
ripristinati laddove ci accorgiamo di aver cancellato per errore documenti o altri dati importanti.
Grazie al cestino, ogni operazione di rimozione rimane sicura e reversibile fino alla cancellazione definitiva, evitandoci la perdita di dati.
